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Fringe benefit auto aziendale 2026: come funziona con il noleggio a lungo termine

Aggiornato: 1 agosto 202610 min di lettura

Quando un'azienda assegna un'auto in uso promiscuo a un dipendente, entra in gioco il fringe benefit: un valore convenzionale che concorre al reddito del lavoratore e che varia in base alla motorizzazione del veicolo. La normativa è cambiata per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025, con percentuali differenziate per auto termiche, ibride plug-in ed elettriche. Questa guida spiega come funziona il fringe benefit auto aziendale nel 2026 e cosa cambia quando il veicolo è a noleggio a lungo termine.

In breve

  • Il fringe benefit auto è un valore convenzionale calcolato su una percorrenza di 15.000 km/anno secondo le tabelle ACI
  • Le percentuali per contratti dal 1° gennaio 2025: 50% per auto termiche, 20% per ibride plug-in, 10% per elettriche (art. 51 TUIR)
  • Il fringe benefit riguarda il dipendente: è distinto dalla deducibilità del canone per l'azienda (art. 164 TUIR)
  • Il fatto che l'auto sia in NLT non modifica il calcolo del fringe benefit, ma semplifica la gestione del parco auto
Indice articolo

Cos’è il fringe benefit dell’auto aziendale

Il termine “fringe benefit” indica i benefici in natura che un datore di lavoro riconosce al dipendente in aggiunta alla retribuzione ordinaria. Quando un’azienda mette a disposizione un’auto non soltanto per l’attività lavorativa ma anche per uso personale, il dipendente riceve un vantaggio economico che la normativa fiscale italiana considera parte del suo reddito.

Questo vantaggio non corrisponde al costo effettivo dell’auto o al canone mensile pagato dall’azienda: viene invece determinato in modo convenzionale, secondo le regole previste dall’art. 51, comma 4, lettera a) del TUIR (DPR 917/86). Si tratta quindi di un valore forfettario, calcolato su base normativa, indipendente da quanto il dipendente percorra davvero o dal costo reale del veicolo.

Il fringe benefit auto concorre al reddito imponibile del dipendente ai fini IRPEF e, se supera la soglia di esenzione prevista dalla legge, è soggetto a tassazione e contribuzione previdenziale. L’azienda è tenuta a includerlo nella busta paga del lavoratore.

Cosa significa auto aziendale in uso promiscuo

L’uso promiscuo è la condizione che attiva la disciplina del fringe benefit. Si verifica quando l’auto aziendale è assegnata al dipendente sia per esigenze di lavoro sia per uso personale, incluso l’utilizzo nei fine settimana, per spostamenti privati o per esigenze familiari.

La distinzione rilevante è tra due situazioni:

Auto utilizzata esclusivamente per lavoro: il dipendente usa il veicolo solo per le trasferte o le attività operative previste dalla sua mansione. In questo caso non si configura uso promiscuo e il fringe benefit non si applica.

Auto assegnata in uso promiscuo: il veicolo è nella disponibilità del dipendente anche al di fuori dell’orario di lavoro. Anche se il dipendente usa l’auto prevalentemente per lavoro, la sola disponibilità privata è sufficiente a far scattare il fringe benefit.

Attenzione: l’uso promiscuo del dipendente è una situazione diversa dall’uso professionale di un titolare di partita IVA. Il calcolo del fringe benefit si applica soltanto nel rapporto azienda-dipendente, non alla deducibilità personale di un libero professionista o di un imprenditore individuale.

Come si calcola il fringe benefit auto nel 2026

Il calcolo del fringe benefit auto si basa su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui, applicata al costo chilometrico pubblicato ogni anno dall’ACI per ciascun modello e motorizzazione.

Per i veicoli di nuova immatricolazione concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2025, le percentuali applicabili sono (art. 51, comma 4, lettera a) TUIR):

- 50% dell’importo corrispondente a 15.000 km ACI: regime ordinario per le auto a combustione interna (benzina, diesel, GPL, metano); - 20% per i veicoli ibridi plug-in (PHEV); - 10% per i veicoli esclusivamente elettrici a batteria (BEV).

Il fringe benefit annuo si calcola quindi come:

Costo chilometrico ACI per il modello specifico × 15.000 km × percentuale applicabile

La somma eventualmente trattenuta al dipendente a titolo di partecipazione al costo dell’auto riduce il valore del fringe benefit tassabile, nei limiti e secondo le modalità previsti dalla normativa.

Il valore annuo ottenuto viene poi suddiviso per i mesi di assegnazione effettiva del veicolo.

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A cosa servono le tabelle ACI 2026

L’ACI (Automobile Club d’Italia) pubblica ogni anno le tabelle dei costi chilometrici per ciascun modello in commercio, distinti per motorizzazione e fascia di percorrenza. Queste tabelle sono lo strumento ufficiale di riferimento per il calcolo del fringe benefit auto.

Per il 2026 esistono le tabelle ACI specifiche, aggiornate per i modelli correntemente disponibili. Il costo chilometrico varia in funzione di:

- il modello e la versione del veicolo; - la motorizzazione (benzina, diesel, ibrido, elettrico); - la fascia di percorrenza (le tabelle indicano valori per intervalli diversi di km annui).

Per il calcolo del fringe benefit si usa il valore corrispondente a 15.000 km annui, che è la percorrenza convenzionale stabilita dalla normativa indipendentemente dai km effettivi percorsi dal dipendente.

I valori ACI non sono uniformi tra modelli: un’auto di fascia alta ha un costo chilometrico ACI superiore a un’utilitaria, anche a parità di motorizzazione. Questo influisce sull’entità del fringe benefit e va verificato sulle tabelle ufficiali per il modello specifico che si intende assegnare.

Elettrica, plug-in o termica: cosa cambia per il fringe benefit

La nuova disciplina introdotta per i contratti dal 1° gennaio 2025 differenzia in modo significativo il fringe benefit in base alla motorizzazione del veicolo:

Auto termica (benzina, diesel, GPL, metano) — 50% Il fringe benefit è pari alla metà del valore corrispondente a 15.000 km ACI. È la percentuale più alta tra le tre categorie.

Auto ibrida plug-in (PHEV) — 20% I veicoli con motore combinato termico e elettrico ricaricabile dall’esterno beneficiano di una percentuale più bassa. La distinzione rispetto all’ibrido ordinario (non plug-in) è rilevante: solo i PHEV rientrano in questa categoria agevolata.

Auto elettrica a batteria (BEV) — 10% La percentuale più bassa spetta ai veicoli esclusivamente elettrici.

Queste differenze rendono la scelta della motorizzazione rilevante anche dal punto di vista del fringe benefit per il dipendente. Tuttavia, il fringe benefit è soltanto uno degli elementi da considerare quando si sceglie un’auto aziendale. Il canone mensile del noleggio, la percorrenza prevista, l’autonomia effettiva, la disponibilità di punti di ricarica, i tempi di consegna e i servizi inclusi nel contratto sono tutti fattori che incidono sul costo totale e sull’utilità reale del veicolo. Considerare solo la percentuale fiscale senza valutare l’adeguatezza del mezzo alle esigenze operative può portare a scelte poco efficienti.

Attenzione ai contratti e alle assegnazioni precedenti

La nuova disciplina sulle percentuali del fringe benefit auto non si applica in modo uniforme a tutte le situazioni. Esistono regole transitorie per i contratti e le assegnazioni che precedono o si trovano a cavallo dell’entrata in vigore della nuova normativa.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in materia con la Circolare n. 10/E del 3 luglio 2025, a cui si rimanda per l’interpretazione delle disposizioni transitorie.

Se l’auto è già assegnata al dipendente con un contratto stipulato prima del 2025, non è detto che si applichino automaticamente le nuove percentuali. La data rilevante può essere quella del contratto di noleggio, quella dell’immatricolazione o quella dell’assegnazione al dipendente, a seconda dei casi.

Per questa ragione, se hai contratti in corso o stai valutando una proroga o rinnovo, è opportuno verificare con il tuo consulente fiscale quale disciplina si applica al caso specifico, tenendo conto di tutti gli elementi contrattuali e temporali rilevanti.

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Fringe benefit del dipendente e deducibilità dell’azienda non sono la stessa cosa

Uno degli errori più frequenti nella lettura della fiscalità delle auto aziendali è confondere due discipline completamente distinte, che riguardano soggetti diversi e si calcolano in modo indipendente.

A) Il fringe benefit — riguarda il dipendente Come spiegato nelle sezioni precedenti, il fringe benefit è un valore convenzionale calcolato secondo l’art. 51 TUIR che concorre al reddito imponibile del dipendente. Le percentuali (50%, 20%, 10%) si applicano al costo chilometrico ACI per 15.000 km e determinano quanto il dipendente deve dichiarare come reddito aggiuntivo.

B) La deducibilità del canone — riguarda l’azienda La quota del canone NLT che l’azienda può dedurre dal proprio reddito è disciplinata dall’art. 164 TUIR e segue regole proprie. Per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta, la deducibilità del canone è pari al 70%.

Due precisazioni importanti: - Il 70% è la percentuale di deducibilità del canone per l’azienda, non la percentuale del fringe benefit del dipendente; - La quota del canone non dedotta dall’azienda (il 30% restante) non diventa automaticamente fringe benefit per il dipendente: i due meccanismi sono indipendenti e calcolati su basi diverse.

Verifica sempre con il tuo commercialista come si combinano le due discipline nel tuo caso specifico.

Cosa cambia se l’auto aziendale è a noleggio a lungo termine

Il noleggio a lungo termine non elimina il fringe benefit. Quando un’azienda prende un’auto in NLT e la assegna in uso promiscuo a un dipendente, le regole sul fringe benefit si applicano esattamente come per un’auto di proprietà o in leasing: ciò che conta è la disponibilità del veicolo per uso personale, non la modalità con cui l’azienda ha acquisito il mezzo.

Il NLT porta però vantaggi pratici rilevanti nella gestione del parco auto aziendale:

- Canone all-inclusive: assicurazione, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, pneumatici e assistenza stradale sono inclusi nella rata mensile, eliminando costi imprevisti; - Durata pianificabile: il contratto ha una scadenza definita, il che permette all’azienda di programmare il rinnovo del parco auto con anticipo; - Percorrenza contrattualizzata: i km annui vengono stabiliti a inizio contratto, facilitando la gestione amministrativa; - Flessibilità di motorizzazione: è possibile valutare auto termiche, ibride plug-in ed elettriche confrontando anche l’impatto del fringe benefit sul costo complessivo per il dipendente; - Nessuna gestione del valore residuo: alla scadenza l’auto si restituisce, senza pensare alla rivendita o alla svalutazione.

L’NLT non garantisce un risparmio fiscale in sé: il vantaggio dipende dalla struttura del contratto, dalla motorizzazione scelta e dalla situazione fiscale complessiva dell’azienda e del dipendente.

Come scegliere un’auto aziendale tenendo conto del fringe benefit

Quando si sceglie un’auto da assegnare in uso promiscuo a un dipendente, il fringe benefit è un elemento da valutare insieme ad altri fattori. Una checklist utile:

  • ·
    Utilizzo reale del dipendentePrevalentemente trasferte lunghe, spostamenti urbani o uso misto? La risposta orienta sia la motorizzazione sia la percorrenza contrattuale
  • ·
    Chilometri annui previstiDeterminano sia il costo del canone NLT sia la coerenza tra uso effettivo e percorrenza convenzionale ACI usata per il fringe benefit
  • ·
    Possibilità di ricaricaPer BEV e PHEV è fondamentale verificare la disponibilità di ricarica in sede, a casa del dipendente e lungo i percorsi abituali
  • ·
    Motorizzazione e impatto sul fringe benefitBEV 10%, PHEV 20%, termica 50%: la differenza incide sul reddito imponibile del dipendente e, indirettamente, sul costo complessivo del benefit
  • ·
    Canone NLT e servizi inclusiIl canone all-inclusive semplifica la gestione, ma va valutato nel suo complesso: durata, km, servizi e anticipo eventuale
  • ·
    Valore del fringe benefitVerifica il valore convenzionale sulle tabelle ACI per il modello specifico: modelli di fascia alta hanno costi chilometrici più elevati
  • ·
    Politica auto aziendale dell’impresaAlcune aziende stabiliscono categorie di auto per livello o funzione: il fringe benefit va comunicato chiaramente al dipendente in fase di assegnazione
  • ·
    Valutazione complessiva del costoSommare canone NLT, eventuale quota fringe benefit a carico del dipendente e impatto fiscale d’insieme fornisce un quadro più preciso della convenienza reale

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Fonti ufficiali e aggiornamento della normativa

Le informazioni contenute in questa guida fanno riferimento alle seguenti fonti normative ufficiali:

- Art. 51, comma 4, lettera a) TUIR (DPR 917/86): disciplina del fringe benefit auto per i dipendenti, con le percentuali differenziate per motorizzazione introdotte per i contratti dal 1° gennaio 2025; - Art. 164 TUIR (DPR 917/86): deducibilità dei costi dei veicoli per aziende e professionisti; - Tabelle ACI fringe benefit 2026: costi chilometrici di riferimento per il calcolo del valore convenzionale del benefit; - Circolare Agenzia delle Entrate n. 10/E del 3 luglio 2025: chiarimenti interpretativi sulle regole transitorie e sull’applicazione della nuova disciplina.

Normativa e tabelle possono essere aggiornate. Per il trattamento fiscale del singolo caso è opportuno verificare la disciplina vigente con il proprio commercialista o consulente fiscale.

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